Ecco un altro blog di Bloog.it


Partenza da Viganella (582 mslm) e ripercorro lo stesso canale di un mese fa, ma questa volta senza la neve e senza la moglie. La giornata è stupenda con una temperatura piacevole e con un bel sole. I paesaggi completamente diversi da come apparivano un mese fa con la neve, i corsi d’acqua che prima erano completamente ghiacciati adesso si mostrano in modo diverso. Più che un escursione è una passeggiata per osservare queste montagne che iniziano a risvegliarsi dopo un freddo inverno. In mezzo al bosco si incontrano diverse baite ormai abbandonate con in tetti venuti già per il carico della neve durante gli inverni passati. A metà percorso sulla sinistra tra i rami si intravede Montescheno con il campanile della chiesa che si eleva verso il cielo. La fine del canale mi indica che devo cambiare sentiero e cominciare a scendere verso Villadossola (257 mslm). Il programma del mio cellulare, che ormai mi accompagna ad ogni avventura, mi segna che ho percorso 9,76 km in 2 ore e 24 minuti.

Pecetto (Macugnaga) – Rifugio Zamboni 28 febbraio 2012


Partenza da Pecetto (1.370 mt), frazione di Macugnaga, comune ai piedi della parete est del Monte Rosa (4.638 mt), oltre a me e a Nervitesi Manolo si è unito a noi anche un nostro amico, quindi dopo la foto di rito alla partenza ci dirigiamo sulla sinistra del parcheggio e attraversando un ponte percorriamo un strada che costeggia un torrente che nasce dal ghiacciaio del Belvedere. Dopo qualche centinaio di metri abbandoniamo la strada ancora ghiacciata e indossando le ciaspole percorriamo un sentiero ancora innevato. Quindi attraversiamo il torrente e ci immettiamo sulla pista da sci e poco dopo arriviamo all’alpe Burky (1.613 mt), da li percorriamo la pista sulla destra, ormai chiusa per via della poca neve, e ci dirigiamo all’alpe Belvedere (1.932 mt). Una volta arrivati al Belvedere sulla sinistra un sentiero ci porta verso la lingua sinistra del ghiacciaio del Belvedere e percorrendo quel costone finalmente siamo arrivati al “Rifuggio Zamboni” (2.070 mt). La giornata stupenda permette di goderci lo splendido paesaggio e la tranquillità del posto ci appaga della fatica, le foto che facciamo non renderanno mai giustizia alla bellezza di quei paesaggi, comunque ne facciamo un bel pò e una di questa verrà utilizzata per il calendario del 2013.

Al ritorno ogni tanto ci giriamo per dare un ultimo sguardo verso il rifugio e al Monte Rosa. Nel tornare indietro io decido di prendere la seggiovia dal Belvedere al Burky, mentre i miei compagni già erano arrivati e mi aspettavano seduti al ristorante del Burky. Una volta pranzato e dopo esserci rilassati per un’oretta si riparte verso l’ultimo pezzo che ci riporterà alla macchina.

Ecco che parte la sfida io e l’altro amico decidiamo di prendere la seggiovia che porta a Pecetto mentre Nervitesi Manolo decide di continuare con le ciaspole. “Scommetto che non arriverai mai prima di noi e se ci riesci ti offro una bottiglia di Traminer”. Non l’avessi mai detto! Comincia a correre lungo la pista da sci fino in fondo arrivando prima di noi per pochi secondi!!! La lunghezza della funivia è 254 mt mentre la pista del Fontanone è di 2.500 mt…. fate voi!!!!

Alla prossima avventura!!!

Viganella Seppiana – 17 febbraio 2012


Con mia moglie decidiamo di fare una passeggiata lungo il canale dell’ENEL da Viganella a Seppiana, quindi prendiamo il nostro fedele cagnone Pegaso e ci portiamo a Viganella dove parcheggiamo la macchina nei pressi del Municipio. Da li scendiamo lungo delle scale che dalla strada portano su un vecchio ponte che ci permette di attraversare il  Torrente Ovesca. Ancora c’è un pò di neve ma comunque con le scarpe da trekking è possibile tranquillamente percorrere il sentiero. Dopo qualche centinaio di metri arriviamo sul canale dell’ENEL e ci camminiamo di sopra. Che dire il cane si è divertito come al solito, su e giù per la montagna dietro ai topolini. Il paesaggio è uno spettacolo tra la neve e il ghiaccio che si è formato nei pressi dei corsi d’acqua.  Riesco a fare una foto in lontananza di Seppiana e qualche centinaio di metri percorriamo un sentiero che ci porta fin giù al torrente. Durante la discesa incontriamo una piccola cappelletta e subito dopo attraversiamo di nuovo un altro vecchio ponte e poi su lungo delle scale che sembrano non finire mai. Un’ultimo sguardo alla strada fatta e si ritorna sulla strada asfaltata. Come al solito metterò qualche foto per farvi vedere i posti di cui parlo.

Sci di fondo a Santa Maria Maggiore 11 febbraio 2012


Dopo tanti anni decido di rimettere gli sci da fondo sotto i piedi. Dopo pranzo con un mio amico siamo andati a Santa Maria Maggiore per fargli conoscere questo sport. Abbiamo affittato l’attrezzatura e via in pista. La giornata è perfetta -2 con una felpa si stava benissimo. Sci sui binari e dopo 8 anni riprendo questo sport che oltre che essere completo ti da molte soddisfazioni.

4 giri della pista sul piano in totale 6 km in 1 ora e 10 minuti.

Mi voglio tenere in forma per la nuova ciaspolata che faremo al rifugio Zamboni sotto il Monte Rosa con il mio socio Nervitesi Manolo.

Monte Calvario – Tappia 9 febbraio 2012


Oggi finito di lavorare ho deciso di fare una passeggiata partendo dal Monte Calvario fino a Tappia e giù per Villadossola. Questa volta non sono andato con Nervitesi Manolo ma con il mio cane Pesaso, un Husky di 4 anni. Rispetto alle altre due uscite  meno impegnative e più corte, giusto per vedere come reagivano le ginocchia, hanno risposto bene. Il cane si è divertito tra i boschi e la neve ha fatto il “pazzo”.

Purtroppo il gps si è attivato un km dopo e si è spento un pò prima, comunque ho ricostruito il percorso a mano. Credo che la distanza totale sia poco più di 5 Km.

Lusentino – Moncucco 6 febbraio 2012


Partenza dal parcheggio del Lusentino (1090 mt) e dopo una lunga salita tra i boschi siamo arrivati all’Alpe Casalavera (1608 mt).  Da li è finalmente visibile la croce del Moncucco e prima di intraprendere l’ultima salita costeggiamo un piccolo laghetto ghiacciato. Una volta in cima al Moncucco (1899 mt) ammiriamo lo spettacolo che ci si presenta davanti.  In fondo si vede Pallanzeno avvolta da una leggera foschia, poi la Piana di Domodossola, il Parco della Val Grande, la Val Vigezzo, la Val Formazza e ancora Bognanco Montescheno e la Valle Anzasca e più in Alto di tutti il Massiccio del Monte Rosa con i suoi 4634 mt. Che dire giornata stupenda faticosa ma ne è valsa la pena!

Comunque per puntualizzare il Nervitesi Manolo è arrivato in cima in 1,30 minuti e io in 3 ore, ma va bene lo stesso contentissimo di essere arrivato in cima.

27 gennaio 2012 – La prima ciaspolata in Ossola


Partenza alle ore 11.00 dal Lago di Antrona (1087 mt). Percorriamo il sentiero del lago e dopo qualche centinaio di metri, prima del torrente che viene giù dalla diga, troviamo il sentiero che ci porta alla diga di Campliccioli. Una volta giunti alla diga (1330 mt)  la percorriamo lungo il sentiero sulla sinistra. La particolarità di questo sentiero è la presenza di binari e di alcuni carrelli (credo utilizzati o dai minatori d’oro o dagli operai che avevano costruito la diga). Lungo il percorso ci imbattiamo su un versante le cui pareti erano tutte ghiacciate infatti sul percorso c’erano delle lastre di ghiaccio appena venute giù. Più avanti invece dei sassi si erano staccati dalla parete. Alla fine della diga attraversiamo un piccolo ponte ed arriviamo all’Alpe Granarioli (1412 mt). Da li in poi abbiamo indossato le ciaspole e tenendoci il torrente Troncone abbiamo percorso il sentiero che porta al Lago di Cingino (2260 mt). Continuiamo a percorrere il sentiero innevato dove le uniche orme erano quelle lasciate dagli ungulati che popolano quella zona , abbiamo attraversato anche l’Alpe Casaravera (1433 mt) fin ad arrivare al bivio che porta fin su alla diga del Cingino e da li vista l’ora ritorniamo indietro percorrendo la stessa strada fino all’Alpe Granarioli e questa volta facciamo la strada che c’è sull’altra sponda della diga. Alle 17.30 siamo alla macchina.